Menapausa: glutatione antiage, sarcopenia, bocca amara
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di Laura Della Pasqua
1. Il glutatione è utile come un antiage?
2. Ci sono cibi contro la sarcopenia?
3. Ho sempre la bocca amara
1. Il glutatione è utile come un antiage?
Spesso gli integratori antiossidanti, tra cui rientrano anche gli integratori di glutatione, vengono consigliati in menopausa per ridurre sintomi come vampate di calore, disturbi del sonno e dell’umore e aumento di peso. In realtà assumere glutatione in menopausa può aiutare a contrastare lo stress ossidativo che, con l’avanzare dell’età aumenta. Le sostanze antiossidanti sono infatti utili per rallentare il fisiologico processo di invecchiamento. Il corpo umano è in grado di sintetizzarlo autonomamente, ma diversi fattori possono influenzarne i livelli, tra cui invecchiamento, dieta, stress, esposizione a tossine e patologie. Il glutatione non è però l’unico antiossidante su cui possiamo fare affidamento: la frutta e la verdura e in generale gli alimenti di origine vegetale sono ricchi di antiossidanti come flavonoidi, vitamina C, carotenoidi, licopene e resveratrolo. Questa molecola gioca un ruolo chiave nel mantenimento di un sistema immunitario forte, aiutando l’organismo a difendersi da infezioni e malattie. Inoltre è fondamentale per il fegato, poiché aiuta a eliminare tossine, metalli pesanti e sostanze nocive accumulate nell’organismo. Spesso viene indicato come cura contro il fegato grasso che è una patologia a cui si va incontro in menopausa quando non si osserva una dieta alimentare equilibrata. Il glutatione si trova in alimenti come asparagi, avocado, cavoli, cavoletti di Bruxelles, spinaci, broccoli, aglio, pomodori, cetrioli, mandorle e noci; inoltre per incrementarne i livelli è utile introdurre alimenti ricchi di zolfo e selenio (noci, carne e pesce, latte e latticini, uovo, legumi, funghi).
2. Ci sono cibi contro la sarcopenia?
Il calo degli estrogeni ha tra le varie conseguenze, anche la perdita di massa muscolare. È quella che viene definita, nelle forme più gravi, sarcopenia. Il deperimento del tessuto muscolare è progressivo e degenerativo, arrivando a compromette la capacità di forza. Il tasso di perdita muscolare sarcopenica dipende molto dal livello di esercizio fisico, da eventuali comorbilità, dall’alimentazione. Questa degenerazione sarebbe riconducibile prevalentemente alla perdita della capacità di "ricostruire il muscolo”.
Dall’età adulta e fino alla terza età però, è possibile intervenire sulla propria alimentazione sia in termini preventivi che curativi. Nella terapia contro la sarcopenia è essenziale curare fondamentalmente due elementi: l’apporto di amminoacidi essenziali (AAE), ovvero quelli che l'organismo non è capace di produrre autonomamente e l’apporto calorico. Le proteine che apportano tutti gli amminoacidi essenziali nelle giuste quantità e proporzioni rispetto al modello peptidico umano sono dette ad “alto valore biologico".
Le fonti alimentari di tali proteine sono di origine animale: uova, latte e derivati, carni e pesci. Ricchi di proteine sono legumi e cereali. Quando dall’alimentazione non si riesce ad assorbire il fabbisogno di proteine, un valido aiuto viene dagli integratori. Sono consigliati gli AAE in compresse o gocce, e le polveri proteiche ad alto valore biologico come quelle a base di siero del latte. Oltre all’assunzione di proteine, anche l’apporto calorico è fondamentale per mantenere lo stimolo di sintesi proteica muscolare. Quando le calorie risultano insufficienti, l'organismo inizia a consumare il muscolo. Per questo, sono da evitare diete drastiche, e mantenere sempre un giusto bilanciamento di carboidrati e di grassi, cercando di stabilizzare il peso nel range di normalità.
3. Ho sempre la bocca amara
Cos’è quella sensazione di bocca secca o amara che capita talvolta alle donne in menopausa? La secchezza delle mucose è uno degli effetti più comuni e fastidiosi dell’alterazione ormonale quando finisce l’età fertile. La diminuzione progressiva del livello degli estrogeni e del progesterone influenza l’idratazione delle mucose e questo interessa oltre alla zona vulvo-vaginale, anche la bocca e gli occhi. È scientificamente dimostrato che esiste una correlazione tra estrogeni e ghiandole salivari: la produzione dei primi svolge un ruolo importante per la salute delle seconde. Così, quando i livelli degli ormoni femminili si abbassano, com’è fisiologico che accada alla fine della vita fertile, si riduce l’attività delle ghiandole salivari.
La conseguenza è una diminuzione della produzione di saliva, da cui può derivare la sensazione di secchezza in bocca. Poiché la saliva svolge un ruolo importante nel ridurre l’acidità della bocca innalzandone il pH verso livelli neutri (6,5-7), una ridotta produzione salivare potrebbe ostacolare questo processo e, di conseguenza, generare la sensazione di avere un cattivo sapore in bocca.
Inoltre, sempre la scarsa salivazione rappresenta un fattore di rischio per l’attacco dei batteri. Il crollo degli estrogeni oltre ad influenzare la quantità della saliva, impatta anche sulla sua composizione chimica. E questo contribuisce alla bocca amara. Che fare? La prima indicazione è di curare di più l’igiene orale, effettuando sciacqui periodici con un collutorio; evitare alcol e fumo; seguire un’alimentazione equilibrata, in particolare ridurre al minimo gli zuccheri (che possono contribuire alla sensazione di bocca secca) e adottare uno stile di vita sano che favorisca la regolarità intestinale.