Postura Verticale
Salve, il mio percorso di tesi (design del prodotto) cerca di risolvere la problematica della seduta. Effettuando una ricerca avanzata, risultano diverse opinioni contrastanti, quali di queste sono veritiere? e soprattutto, quali delle due teorie generano il minor impatto sull'evoluzione e lo sviluppo umano? stare in piedi? o stare seduti? in attesa di riscontro, cordiali saluti, e spero stiate tutti bene ... Mirko Sconza.La risposta
Gentile Mirko Sconza, nella Posturologia Clinica moderna cerchiamo di spiegare ai pazienti che “è meglio una cattiva postura mantenuta per poco tempo, che una postura perfetta mantenuta per troppo tempo”. Il senso di tale affermazione è che il corpo umano ha necessità di movimento e che l’immobilità -anche se con una postura “perfetta”- è dannosa a lungo termine: per questo invitiamo i pazienti a fare delle pause durante le giornate di lavoro alla scrivania, effettuando degli esercizi. Il movimento serve non solo al mantenimento del tono e della forza muscolare, ma anche dal punto di vista propriocettivo e di controllo motorio (quindi neurologico). Di conseguenza, è meglio una postura in ortostatismo e in movimento, che una seduta. Volendo continuare la citazione, è certo che la cosa peggiore che possa fare il paziente è “mantenere una cattiva postura per troppo tempo”. Essendo la postura un meccanismo innato e automatico (possiamo prenderne il controllo solo fin quando portiamo lì la nostra attenzione), è fondamentale agire sull’ambiente per indurre la posizione del lavoratore nella migliore posizione possibile con strumenti che lo “obblighino” a mantenere una postura corretta. Le altezze di scrivania e sedia, la disposizione degli oggetti sulla scrivania e l’adattabilità di questi parametri alle necessità quotidiane (lavorative e posturali) del paziente, sono quindi variabili da tenere in forte considerazione, assieme all’educazione del lavoratore.
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