Peggioramento improvviso in persona anziana
Mia nonna (86 anni) ha avuto un peggioramento importante nel giro di una settimana, quindi sembra una cosa acuta. Ha sempre sofferto di ischemie transitorie (assume clopidrogel). Ultimamente prendeva due cpr di quetiapina 25 mg e qualche goccia di EN (prima prendeva lo Xanax poi siamo passati a EN). Non è più autosufficiente da un po' ed è sulla sedia a rotelle, ma nel giro di una settimana ha smesso di mangiare da sola, sta tutta storta da una parte, occhi chiusi e non riesce più a parlare bene (prova a dire qualche parola qua e là, ma si può dire che non riesce più a parlare). Se si prova a farla parlare, non risponde più subito. I parametri vitali sono tutti apposto e le analisi del sangue rilevano valori un po' sballati sui globuli bianchi, potrebbe esserci anche un'infezione? Il nostro medico sospetta solo una sedazione dovuta al fatto che negli anziani spesso può crearsi un accumulo improvviso, anche se non esclude un altro episodio di tia. Ha detto di sospendere la quietiapina, l EN e poi anche la venlafaxina. Mi piacerebbe avere il parere di uno specialista in neurologia. Grazie.La risposta
Gentilissima,l’unico modo per verificare che si tratti di un nuovo evento cerebrovascolare è quello di far visitare la nonna da un neurologo. Nel caso ci fossero segni neurologici prima assenti (come un’emiparesi o un disturbo del linguaggio), potrebbe valer la pena sottoporla ad esami neuroradiologici come una TC encefalo.Se vi sembra che sia cambiata molto potete comunque portarla in pronto soccorso per una valutazione complessiva.Altrimenti seguite le indicazioni del medico. Una eccessiva sedazione potrebbe comunque essere compatibile con un quadro di questo tipo.
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