Lo shiatsu funziona contro la fibromialgia. Lo ha dimostrato il Dipartimento di Terapie Fisiche della Facoltà di Medicina dell’Università di San Paolo (Brasile), che su shiatsu e fibromialgia ha condotto due studi pilota, nel 2013 e nel 2015, ottenendo risultati clinicamente rilevanti.
Cristina Gessner, operatrice shiatsu certificata che collabora con Unitre Milano–Università delle tre età, ci spiega i quattro atout di questa tecnica di manipolazione, nata in Giappone tra il 1910 e il 1920, chiamata anche “agopuntura senza aghi”.
1. Lo shiatsu migliora la circolazione
La digitopressione, cardine della terapia, riequilibra l’energia vitale (Ki) che scorre in quella rete di canali denominati meridiani energetici. La calibrata pressione delle dita riattiva il sistema linfatico e la circolazione del sangue, rendendo schiena e arti più leggeri.
2. Alza la soglia della sofferenza
Lavorando sui meridiani di fegato, milza e cuore, lo shiatsu è in grado di ridurre la sensibilità al dolore. Agisce, infatti, sul sistema nervoso autonomo, favorendo il rilascio di analgesici naturali come la serotonina.
3. Lo shiatsu allevia le tensioni muscolari
Contratture e rigidità dell’apparato muscolo-scheletrico si riducono appena il corpo prende confidenza con le dita dell’operatore shiatsu, abbandonandosi alle sue dolci pressioni. Queste, in un secondo momento, possono diventare più decise ed essere eseguite anche con palmi, avambracci, gomiti e ginocchia.
4. Favorisce il riposo
Chi si sottopone a un ciclo di sedute di shiatsu riferisce una migliore qualità del sonno e la percezione di un minore affaticamento psicofisico nello svolgimento delle attività quotidiane. Grazie a un relax profondo, cambia la percezione di sé stessi come stretti in una corazza di acciaio e aumenta il grado di soddisfazione legato al riposo.
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